Dream Theater: Systematic Chaos

Dopo due anni dal discusso “Octavarium” e con una nuova casa discografica (la Roadrunner Records, che annovera tra i suoi artisti svariate band metal di successo), i Dream Theater sono tornati in scena con un nuovo album che, come sempre, è stato molto atteso da tutti i fan.
Vi è senza dubbio un enorme cambio di stile rispetto ad “Octavarium” che a parte la lunga suite da 24 minuti finale non era riuscito a convincere molto; un misto tra la genialità di “Scenes From a Memory”, la durezza di “Train of Thought”, e qualche elemento di “Six Degrees of Inner Turbulence” rendono questo cd parecchio interessante, anche se alla fine non si può e non si deve forzatamente far coincidere questo nuovo album con lavori del passato.
Sword In The Moon (Cheongpung Myeongwo)
Corea, 1700. Gyu-yeop e Ji-hwan, due giovani soldati, fanno amicizia durante l’addestramento militare presso la scuola d’elite “Vento fresco, luna chiara”, una milizia che aspira a creare e difendere un mondo pacifico e prosperoso. Dopo la leva, i due guerrieri seguono strade diverse: Gyu-yeop viene inviato ai confini del regno per difendere la frontiera, mentre Ji-hwan viene nominato ufficiale nella guarnigione che protegge il palazzo imperiale. Un colpo di Stato li metterà l’uno contro l’altro, costringendoli a scelte difficili e dolorose.
Un male congenito uccise il re del Kung Fu
E’ quanto emerge da un’intervista ricca di particolari inediti rilasciata dal maestro del cinema di Hong Kong, il regista Liu Chia Liang, amico d’infanzia di Lee ed autore dei piu’ noti film del filone delle arti marziali. Nessuna delle voci sensazionalistiche che circon
dano la fine del “Piccolo Drago” – mafia cinese, maledizioni, sfide segrete – sarebbe quindi fondata.Un fisico stressato dalla iperattivita’, la mancanza di tempo per allenarsi e compensare il dispiego di energie avrebbero accelerato l’orologio biologico di Lee, condannato da una predisposizione congenita a restare vittima dell’aneurisma che lo uccise la sera del 20 luglio 1973.
Liu Chia Liang e’ uno dei grandi esponenti del cinema e del Kung Fu di Hong Kong intervistati dallo sceneggiatore Lorenzo De Luca e dal maestro di arti marziali Francesco Palmieri per il documentario “L’urlo di Chen terrorizza ancora l’Occidente”, il primo in Italia a celebrare l’attualita’ del mito di Bruce Lee. Le riprese proseguono a Roma con interviste ad attori e registi del cinema d’azione. La prima del documentario e’ prevista per il prossimo 20 luglio, trentaquattresimo anniversario della scomparsa del ‘Re del Kung Fu’.
(AGI) – Roma, 24 marzo
L’arte che insegna a proteggere la vita
Abbinando ad un’impostazione tradizionale una continua evoluzione tecnica, il Hwal Moo Do si propone come un connubio di rigore marziale e di efficacia tecnica.
Diversità
Cito:
Prima di parlare di diversità, di razze e di stranieri…Attenzione perchè il tuo “Cristo” è “Ebreo”
La “tua” Democrazia è “Greca”
La “tua” scrittura è “Latina”
I “tuoi” numeri sono “Arabi”
La “tua” auto è “Giapponese”
Il “tuo” caffè è “Sudamericano”
Il “tuo” orologio è “Svizzero”
Il “tuo” walkman è “Coreano”
Le “tue” scarpe “Cinesi”
La “tua” camicia “Hawaiana”
Il “tuo” sigaro “Cubano”Cittadino del mondo non rimproverare il tuo vicino di essere…uno straniero!
Ricordati sempre, ma sopratutto ricordalo agli altri, quando stai per varcare una frontiera che la terra è stata creata senza confini perchè tutti la potessero vivere in libertà!